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Green Card

di Lucio Durán

Tempo fa, conobbi delle entità che mangiavano poveri, questi esseri, non avevano chiaro se i loro gusti si dovessero a vecchie assenze o al loro progressista e raffinato palato, alla loro fame di uguaglianza, o alla loro indigestione di inclusione, ma, quel che è certo, è che godevano nel banchettare di coloro con marcate carenze economiche e qualcosa di più. Il loro feticcio preferito, lo chiamavano, "la base della piramide", questo concetto, lo vedevano come spazio che dicevano di eradicare ma al contempo ingrassavano, una sorta di sindrome di Stoccolma combinata con profezia autoavverante, un rumore costante, lottando invano contro l'avidità più vuota che abbia mai avuto l'opportunità di osservare. Questo, parrebbe essere un contesto problematico in cui coltivare l'allegria, ma, lo stato permanente di ebbrezza per fare del bene senza guardare a chi applicare gli sconti dell'ultima ora, sfumava i confini tra la schiavitù e il problema di arrivare a fine mese. Pertanto, si sentivano brillanti, si autopercepivano imponenti, dèi di diamante che illuminavano paesi di cartone. Queste creature, inoltre, cagavano bontà, quanta più indigenza ingoiavano, più bontà defecavano, e quella merda, travestita da altruismo, la distribuivano al modico prezzo di masturbazioni e ostentazioni in circoli chiusi con burocrati grassi e milionari autoindulgenti. A capo della combriccola, militava l'anima più stravagante che abbia mai avuto l'esperienza di conoscere, l'autentico punto di controllo per definire la vocazione da messia, un soldato del mistero, un essere così nobile da sentirsi fascisticamente attratto dalla sinistra, uno sperpento cronico con il titolo di "CEO dell'impatto", e con un séguito di seguaci dipendenti dall'onanismo mentale e dall'omicidio, una banda di stronzi, con odore di plastica novità. Non avevo mai visto tanta passione per dilapidare il denaro altrui a beneficio di nessuno. Non avevo mai sperimentato come, solo per sentirsi un po' meno colpevoli delle proprie violenze e degenerazioni, altri esseri di pari luce e benevolenza depositassero le loro monete nel macchinario di cancellare colpe e giustificare filie. Sapevano che tutto si sarebbe perso nel vuoto, ma quello era il costo per salvarsi dall'inferno. Non lo capii sul momento, ma mi aiutarono a decifrare che i criteri con cui si definiscono le allegrie e le tristezze sono, con alto margine, le più grandi menzogne dell'umanità moderna e della moderna umanità. Ci sono storie che affermano che Satana vive tra i mori, ma, la verità, supportata da dati e racconti, è che, dopo i peripli e le danze condivise con questi enti di polemica luce, posso assicurarvi che il diavolo ha la green card.

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