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Le Circ

di Lucio Durán

Ieri mi sono colpito la fronte con la bocca del leone, mi ha chiesto con il suo sguardo, perché non guardavo quando camminavo e gli ho risposto che tendo a guardare in basso quando passeggio dentro il tendone. Poi l'ho lasciato indietro e mi sono avventurato a balzelloni verso il camerino del pagliaccio, gli ho detto di non farmi ridere di nuovo, ma mi ha risposto con un sorriso di quelli che contagiano, pertanto, oggi ho sorriso. Non è facile, per noi che viviamo tra giganti ma siamo cresciuti con timidezza, arrivare a schiaffeggiare il miglior domatore di elefanti del mondo, ma ieri, ieri mentre dormiva l'ho colpito con tale forza sulla guancia che ho pensato che al risveglio mi avrebbe tatuato il ginocchio sulla fronte. Ma non successe nulla, continuò a dormire, immutabile nel suo stato di solidità, gigante, inefficiente davanti all'ambiente, energeticamente goffo, ma potente, felice. Ogni volta che lo vedo mangiare arachidi al suo gigantesco tavolo mi sento depresso, mi infurio, perdo il sonno, ma stavolta non ho retto l'impulso ed è per questo che mi sono sollevato così in alto dal suolo per lasciargli disegnate le mie dita alla sinistra del viso. Dopo di che, ho camminato lento verso il recinto con la testa alta, ho urtato un vaso, tanti afrodisiaci mi hanno lasciato malato, se avessi saputo che i cioccolatini spezzano i desideri avrei scelto caramelle con sapore di qualcosa di meno. È da piccoli sentire tristezza per ciò che è altrui, io l'ho sempre sentita, mi ha sempre inseguito il desiderio di arrivare in alto, mai, quello di raccogliere ciò che non capisco. Da quaggiù si sente di più il rimbalzo nel calpestare il suolo, ed è per questo che permanentemente tremo, tremo e tremo, la mia mano destra riposa solo quando la vedo e la sinistra va in vacanza quando deve sistemare il mio cappello. Domani ci trasferiamo e come sempre lascio indietro qualche "ti voglio bene", alla prossima destinazione troverò qualcun altro che mi inondi di nuovi pensieri, che mi gestisca le arterie o che mi distrugga i tentativi. Da quaggiù, è più facile svegliarsi dai sogni, per questo ogni giorno vivo con sogni nuovi e ho imparato che se non mi lavo le scimmie non sentiranno più la mia mancanza. Vivere mangiando cioccolato può sembrare austero, ma vi giuro che quando tutti gli occhi sono così lontani, preferisco il dolce piuttosto che l'altrui.

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